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Luna, specchi e magia

  • Immagine del redattore: Simona
    Simona
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Sono Simona, le mani, la mente e il cuore dietro al progetto Hic Sunt Monstra, e questo è il mio blog, dove vi parlo prevalentemente di artigianato, letteratura e ispirazione. Scrivere è una mia grande passione, spero di riuscire a coinvolgervi nel mio lavoro e nel mio mondo anche tramite i miei post.



Donna con collana e libro
Illustrazione di Marco Calvi

Cosa unisce la Luna e lo specchio?

La risposta più semplice è anche la più antica: riflettono.


La Luna non possiede luce propria, la riceve e la restituisce trasformata. Lo specchio fa lo stesso con le immagini: non le crea, le rimanda. Entrambi esistono in una dimensione liminale, sospesa, dove nulla è mai del tutto oggettivo.


La luce lunare non illumina come il sole: sfiora, accarezza, deforma. Allo stesso modo, ciò che vediamo in uno specchio non è mai una verità assoluta, ma una visione, un riflesso che dipende dall’angolo, dall’ombra, dalla distanza, dallo sguardo di chi osserva.





Nella luce della Luna come nel riflesso di uno specchio, la materia si fa simbolo. Quando la luce incontra una superficie riflettente nasce un’immagine. Ma quell'immagine può arrivare a diventare il mezzo per aprirsi ad altri mondi.


Così come la Luna ha sempre rivestito anche un ruolo divino e magico, così lo specchio, oltre ad essere un oggetto quotidiano, è stato anche uno strumento sacro.

Le visioni operavano attraverso acqua ferma, metallo lucidato, ossidiana nera: superfici in grado di catturare la luce e restituire messaggi, dal passato, dal futuro, dall'altrove, per un presente tutto da interpretare.





La Luna, regina della notte, è la complice perfetta di questo atto. Nella dimensione notturna, infatti, la luce suggerisce, evoca, non rivela tutto, ma permette comunque all’intuizione di completare il disegno. Anzi, lascia che sia libera dai regimi della razionalità solare per aprirsi a nuovi mondi.



Ecco perché, nella tradizione magica, lo specchio è uno strumento di divinazione. Le streghe lo utilizzavano per scrutare il futuro, contattare l’invisibile, leggere segni che non appartenevano al mondo diurno.

Guardare in uno specchio alla luce della Luna significa uscire dal tempo ordinario, per entrare in uno spazio in cui il confine tra ciò che è e ciò che potrebbe essere si assottiglia.


Come dicevamo, molte pratiche divinatorie avvengono di notte perché la notte è il regno dell’inconscio, del mistero, del segreto, dei sogni, delle immagini simboliche. È il mondo lunare e liminale. E lo specchio, come la Luna, è un alleato del non-detto, dell’ambiguo, dell'enigmatico e dell'occulto.


Così come la notte non mostra tutto, ma permette di vedere i contorni di ciò che di giorno è invisibile, lo specchio smette di riflettere solo un volto e inizia a restituire altro: sensazioni, presagi, intuizioni. E cosa cerca una strega in uno specchio? Così come nella Luna, non cerca risposte nette ma segni da interpretare, nonché la natura della propria essenza.



Infatti, la simbologia dello specchio non è solo magia dell'immagine, ma richiama anche un’altra forma di scoperta, non meno magica e complessa: quella del sé. Non la superficie, non l'aspetto che aggiustiamo prima di uscire, ma ciò che rimane quando restiamo sole davanti al nostro riflesso.


Riflettere significa sostare, nel pensiero come nel corpo. Significa accettare di incontrare il proprio sguardo senza distrazioni, senza filtri, senza narrazione. È in quello spazio silenzioso che emergono le crepe, le paure, la stanchezza, ma anche la forza, la fierezza, la memoria del nostro cammino. Non è anche questa magia da streghe?


E così, come la Luna attraversa le sue fasi senza mai smettere di essere intera, anche noi cambiamo volto, umore, energia. Lo specchio non giudica queste metamorfosi, ma le testimonia e, alcune dicono, ne tiene memoria, come una traccia, un fantasma, una sensazione di ciò che siamo state.

Lo specchio diventa allora uno strumento di consapevolezza, per riconoscere la donna che siamo in quel preciso momento: non una creatura lineare e costante, ma ritmica e profonda.



Luna e specchio sono frammenti dello stesso incanto, dove svolgono lo stesso compito: ci accompagnano sulla soglia tra visibile e invisibile.

Uno nel cielo e l’altro tra le mani, entrambi ci ricordano che non tutto deve essere illuminato per essere vero. Che alcune verità si mostrano solo di riflesso. E che guardare, davvero, è sempre un atto magico.








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