• Simona

Parola alle donne preraffaellite

Aggiornamento: 10 set


Ciao, sono Simona, le mani, la mente e il cuore dietro al progetto Hic Sunt Monstra, e questo è il mio blog, dove vi parlo prevalentemente di artigianato e ispirazione. Scrivere è una mia grande passione, spero di riuscire a coinvolgervi nel mio lavoro anche tramite i miei post.



Il mio amore per la pittura preraffaellita risale ai miei 15 anni, quando in una vecchia libreria di remainder trovai una raccolta di stampe delle mitiche edizioni Taschen piena di capolavori di questa corrente artistica, tutti da incorniciare.




La bellezza di quelle donne, voluttuose ed eteree allo stesso tempo, la ricchezza degli sfondi e delle ambientazioni, i chiari riferimenti al Medioevo, per quanto a tratti rivisitato, furono per me un autentico colpo al cuore. Mi parlarono di qualcosa che faceva parte di me senza che io ancora lo sapessi.

Pochi allora conoscevano questo movimento artistico, noto anche come la Confraternita dei Preraffaelliti, e per me fu tutto un cercare, studiare e tentare di saperne di più, una voglia di assorbire la loro meraviglia che ancora non si è esaurita.



Per chi fosse a digiuno in materia come me allora, vi do solo qualche breve cenno storico: non solo movimento pittorico, ma anche poetico e culturale, i Preraffaelliti videro la luce nell'Inghilterra della metà dell'Ottocento. Di spiccata attitudine bohemien, soprattutto agli esordi, gli artisti della Confraternita si ispiravano all'arte medievale e rinascimentale, che definivano pura e spontanea, in confronto all'accademismo che imperava nella pittura introdotta da Raffaello Sanzio in poi (da qui il loro nome, Preraffaelliti). La loro era una rivoluzione contro i valori artistici della società a loro contemporanea, a favore di un approccio romantico, nostalgico e idealizzato della natura, della donna e della bellezza.


Vari i temi affrontati nei loro quadri e nei loro scritti: temi letterari, biblici, sociali, nazionalistici e storici. Le figure femminili restano tuttavia tra le opere più incisive e famose, a partire dalla famosa Ophelia di John Everett Millais, il quadro preraffaellita forse più ammirato al mondo.


E proprio l'Ophelia di Millais è perfetta per introdurre l'argomento delle donne prearaffaellite, non solo in quanto muse e modelle ma in quanto figure iconiche di una società contraddittoria e in cambiamento. La ragazza ritratta nel quadro è infatti Elizabeth Siddal, prima semplice modella, poi compagna e infine, nei suoi ultimi e sofferti anni, moglie di uno degli esponenti di spicco della Confraternita: Dante Gabriel Rossetti.


Sulla di lei figura, quasi ammantata di mito, due sono gli episodi spesso citati: quello che riguarda proprio la realizzazione di questo magnifico dipinto, durante il quale Lizzie (così veniva chiamata) rimase nell'acqua gelida - senza protestare - ammalandosi gravemente e rovinandosi così la salute in modo irreparabile; l'altro che riguarda invece il manoscritto di poesie inedite che il marito fece seppellire con lei nella sua tomba a Highgate, come pegno di eterno amore, salvo poi ripensarci e farla riesumare per poter recuperare le sue preziose poesie.



Su questa magnifica e tragica figura nello specifico ho realizzato un video per la mia pagina Instagram: vi invito ad ascoltarlo e a lasciarvi catturare dalle tragiche vicende di Elizabeth che, vi anticipo, non fu solo modella e moglie, ma anche poetessa e pittrice, una donna di immenso talento schiacciata dalla rigida società vittoriana. Il video lo trovate a questo link qui.


Come immagino non vi sarà difficile credere, le donna di quell'epoca non avevano vita facile. A parte la necessità di sposarsi per avere delle certezze economiche, e la probabilità altissima di morire giovane di parto (o altrimenti dover figliare finché il corpo lo consentiva), la donna era vincolata da tantissime ristrettezze formali che, ovviamente, non erano applicate anche agli uomini. Fare la modella per un pittore non era considerata cosa perbene (nonostante, in rapporto, una modella potesse guadagnare meglio di qualunque altro mestiere riservato al sesso). Posare come modella e frequentare gli artisti era sinonimo di prostituzione.



Le donne che lavorarono per i quadri preraffaelliti, voluttuose e bellissime da diventare iconiche, erano per la maggior parte di estrazione umile e posavano soprattutto per bisogno, e poco si preoccupavano della nomea che si portavano dietro. Jane Morris (che sposò l'artista William Morris), Fanny Cornforth, Annie Miller, Marie Spartali sono solo alcuni dei volti e dei corpi resi celebri dall'arte preraffaellita, assieme alla già citata Siddal, che avvicinandosi alla Confraternita maturò anche un personale talento artistico, e ad Effie Gray, moglie del critico d'arte John Ruskin, che posò "per sfizio" per Millais e finì per innamorarsene.





La figura di Effie è nota soprattutto per la combattuta causa di annullamento del matrimonio con Ruskin, matrimonio di fatto mai consumato. La sua fu un'impresa quasi titanica, nella severa e maschilista società vittoriana, ma la vide vincitrice. A seguito del suo successo Effie sposò Millais ed ebbe una vita completa e realizzata.


Le donne preraffaellite sembrano incarnare un'ideale femminile del passato, romantico, etereo, soave, eppure furono per l'epoca segno di un cambiamento in arrivo. Attraverso le lunghe vesti, i folti capelli e le ambientazioni simboliche, quelle figure riuscivano a trasmettere una sensualità, una presenza fisica e un desiderio dirompenti. Le loro figure erano la concreta incarnazione di un ideale che, attraverso l'arte, avrebbe donato loro un'immortalità altrimenti inconcepibile.


In questa loro plasticità del corpo e della volontà, Lizzie, Jane, Fanny e le altre ci parlano ancora oggi, come sinonimo di bellezza ma anche di tormento, di battaglia, di sublimazione. Dietro questi quadri immortali, oltre all'immenso talento degli artisti che li hanno dipinti, c'è sempre una scintilla di quelle creature che potevano essere ora una fata, ora una regina, ora una contadina ma sempre con quel bagliore nello sguardo che riconduce all'eterno femminino.

Per quanto mi riguarda, la passione e il senso di meraviglia di me adolescente nei confronti di questa incredibile arte e di questa bellezza tra il sacro e il profano sono rimasti intatti, e anzi, si sono trasformati in parte di quell'energia che oggi alimenta il mio lavoro. È un immaginario che genera in me un senso di appartenenza, come certe poesie che leggiamo, e in cui finiamo per riconoscerci, come se le avessimo scritte noi.



Se l'argomento Preraffaelliti vi interessa, ecco alcuni immancabili consigli di lettura, tra saggi e romanzi:


"Lizzie Siddal. Il volto dei Preraffaelliti" di Lucinda Hawksley - edizioni Odoya


"Lizzie" di Eva Wanjek - edizioni Neri Pozza

"Effie. Storia di uno scandalo" di Suzanne Fagence Cooper - edizioni Neri Pozza


"Pre-Raphaelites in Love" di Gay Daly (in lingua inglese)

"Turner e i preraffaelliti" di John Ruskin - edizioni Abscondita

"Scritti, poesie, lettere" di Dante Gabriel Rossetti - edizioni Abscondita




"Molte miglia attraverso terra e mare,

non chiamato, il mio amore ritornò da me;

Non ricordo le parole che pronunciò

ma solo gli alberi che si agitavano sopra la sua testa."

Elizabeth Siddal



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