• Simona

Alla ricerca del tuo calderone


Ci sono creazioni al cui sviluppo mi affeziono particolarmente, per motivi tra i più vari.

Vuoi perché mi appassionano gli studi e le ricerche, vuoi perché qualcosa, nel creare, tocca le mie corde in modo speciale.

Il lavoro sulle due ultime "Luna e Streghe", con riferimento al calderone, è sicuramente tra questi momenti speciali, e infatti avevo promesso sui social che avrei scritto un piccolo blog post in proposito.


Il calderone è tra i simboli d'eccellenza della figura della strega, e non a caso. Il suo riferimento simbolico si lega infatti al grembo della Grande Madre, da cui si nasce e si ri-nasce: simbolo di abbondanza quando è colmo, di vita e di rinnovamento. Nel calderone si mescolano gli ingredienti per gli incantesimi, per le pozioni, per le cure della strega: è lì che si concentra il suo sapere e la sua esperienza.


Chi mastica la mitologia avrà riconosciuto in questo simbolismo l'analogia con il Graal, capace di risanare da ogni male in quanto colmo del sangue salvifico di Cristo. Potremmo spendere parole su parole sui parallelismi che il Cristianesimo ha creato a partire dalle figure delle precedenti tradizioni, ma non è questa la sede, né la mia principale competenza, per quanto resti sempre per me qualcosa che è curioso e interessante osservare.


Personalmente trovo sia un periodo in cui abbiamo estremo bisogno di abbondanza e di rinascita. Mi riferisco ovviamente e soprattutto a qualcosa sfiora l'ambito delle idee, dello spirito, della cultura. Siamo esseri potenzialmente benestanti a cui manca la ricchezza dei contatti umani (quelli veri), delle opportunità, della consapevolezza, e della libertà di essere ciò che si è fuori da ogni schema e pregiudizio. A volte non riusciamo neanche a vedere quanto sia colmo il nostro calderone, in molteplici sensi. Abbiamo perso il controllo sul nostro tempo e sui nostri spazi. Abbiamo difficoltà a mettere all'opera i nostri talenti perché siamo concentrati solo sul sopravvivere. Viviamo a una velocità estrema, senza una meta reale da raggiungere. Non è un giudizio, ma una constatazione in cui molti potranno ritrovarsi, io per prima.


Pensando al concetto di calderone, ho immaginato le mie "streghe" a lavoro per un'idea di realizzazione e di completezza. Ma ho anche visto, all'improvviso, il mio calderone particolarmente colmo di cose essenziali di cui, nella fretta dei tempi moderni, spesso non mi accorgo: la mia fantasia, ad esempio, i miei sogni, i miei affetti, i miei desideri, nonché la mia tenacia nel continuare ad "usarli" per costruire me stessa. E come mi accade quando sto lavorando a qualcosa di speciale, all'improvviso - nonostante tutto - mi sono sentita fortunata.

Perché sì, il calderone è un bellissimo simbolo: largo, pieno, invitante. Ma quello che fa la differenza sono gli ingredienti che ci metti dentro, la maestria con cui li mescoli, la capacità di trasformarli in qualcos'altro: esattamente quello che ti serve. Lode al recipiente, ma assai di più a chi lo usa. In questo senso è bello avere una diversa visione dei simboli, che ci riporti al centro di quello che siamo e di quello che facciamo. Altrimenti restiamo noi gli strumenti nelle mani di qualcos'altro.


Voi avete mai pensato a come usare il vostro calderone ideale, e a cosa inserirci?