• Simona

Creo Ergo Sum: vi racconto una storia



Siamo infine arrivati alla tappa finale di Creo Ergo Sum.

Questo post avrebbe dovuto vedere la luce entro il 2020, per proporvi un percorso quanto meno omogeneo e lineare, ma quella della blogger è un'attività che mi ritaglio tra tanti, troppi altri impegni.

Considerate quindi questo capitolo come l'ultima propaggine dell'anno appena trascorso. Forse un giorno troverò il modo e il tempo di raccontarvi nuovamente questa avventura in modo più fluido.


Dopo idee, materia e immagini è infine giunta la fase del racconto delle mie creature. Non solo i materiali che si uniscono, le scelte cromatiche, il design, ma anche e soprattutto che cosa evocano, da che mondo onirico e simbolico arrivano e che spunti offrono, magari anche che vita avranno. Perché io credo fermamente che gli oggetti ci parlino, non solo dal passato e non solo del passato, di dove sono stati e a chi sono appartenuti. Gli oggetti ci trasmettono desideri, stimolano i nostro sensi, evocano i nostri sogni.

C'è un attimo, quando il nostro sguardo incrocia qualcosa di cui ci innamoriamo, in cui si apre un mondo a parte, fatto dei nostri miti personali, delle nostre passioni, ma anche di tutto quello che per millenni l'essere umano ha desiderato, e immaginato, e plasmato.

Gli oggetti ci parlano eccome. Basterebbe pensare all'importanza che ha la moda, l'attrazione che provoca l'arte, il bisogno che la bellezza crea.


E' spinta da questa idea che nel tempo ho cominciato a raccontare le mie creature come se fossero piccole storie, lasciando aperta la possibilità per chi le sceglie di continuare a scrivere il loro percorso. Perché è evidente che se gli oggetti parlano, conoscono anche lingue e storie diverse a seconda di dove vanno, e le imparano appena li facciamo nostri con desiderio.


È così che una collana diventa un monile, una scatola una teca preziosa, un anello un portafortuna. Le storie che racconto io sono solo una traccia, che fonde gli elementi a cui ho attinto, la mia personale visione, quello che mi suscita creare quello specifico oggetto ma anche creare in generale. E' un impasto a cui si possono aggiungere ancora ingredienti a piacere, per ciascuno sa, in cuor suo, perché sceglie qualcosa di speciale per sé o per chi ama. E così ogni storia non è mai la stessa, ma proprio mai.


Nel tempo ho imparato sempre qualcosa di nuovo sul linguaggio degli oggetti. E vi dirò, qualcuno è veramente logorroico, altri si definiscono con poche opportune parole. Ma come ogni storia che si rispetti, la parte più bella è quella che si tramanda. E allora la mia speranza più grande è che vi resti la voglia, per ogni monile che acquistate, di continuare a far vivere quella storia, e perché no, narrarla assieme alla vostra.


Con le quattro tappe di Creo Ergo Sum vi ho illustrato cosa c'è dietro ogni pezzo che creo, dettagli che spesso non si vedono ma che contribuiscono all'unicità di ogni creatura a cui lavoro. Se questo percorso vi è piaciuto, vi ha intrigato, o vi ha aperto un mondo, vi invito a venire a trovarmi sui miei social, lasciarmi la vostra opinione e citare #creoergosum🌿 nei commenti, così da farmi sapere che avete letto questi miei blog post.

Se volete anche voi esprimervi su temi creativi, potete usare lo stesso hashtag, così da condividere tra di noi le nostre opinioni.



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